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24 Mar 2008 - 17:33:17
Montedison: ... e ti cambio la zona!

Un giorno l'amico Nino Chiesi mi parlò della possibilità di creare un porto commerciale nella zona della Montedison. L’idea era nata a lui e all'ing. Orlandi Rolando, professore dell’ITIS di Torrette di Ancona, nell’intento di alleggerire almeno in parte il traffico del porto dorico.
Sul momento sinceramente neanche presi in considerazione quella “bislacca strana congettura”, poi però, quando apparvero i primi tentativi di creare un porto commerciale a Falconara, mascherato da porto turistico, cominciai a rimuginare su quell’idea tanto folle da sembrare addirittura anche percorribile. Fu così che mi andai ad informare sui fondali. Mi resi conto immediatamente che l’operazione sarebbe stata molto più “fattibile” di quella ipotizzata a Falconara, oltretutto si prestava a soluzioni di sviluppo dell’intera zona decisamente interessanti, specialmente per una nautica da diporto di alta qualità che si va sempre più insediando nell’area Zipa di Ancona, ormai satura.

Se può nascere un porto nell’area Montecatini, perché allora non prevedere lì anche la costruenda nuova fiera delle Marche?
Una fiera proprio sul mare, con enormi potenzialità di crescita specialmente se indirizzata verso saloni riservati alla nautica e alla pesca. L’idea mi entusiasmava. Come conciliare però l’area Montedison altamente inquinata, la ferrovia che l’attraversa, ed il mare antistante? Cominciai ad ipotizzare la prima possibilità: un porto antistante l’area suddetta e sul suolo di questa la Fiera. Bello, efficace, ma non mi convinceva. Troppo invadente.
Era febbraio del 2005,  più di tre anni fa. Qualcosa non andava. Poi scoccò la scintilla… e se asportassi tutto il terreno inquinato senza preoccuparmi di trovare un sito per lo smaltimento e senza grosse spese di trasporto del materiale?

La soluzione è lì, semplice, a portata di mano:

il porto di Marina, anziché andare fuori sul mare, penetra in gran parte all’interno della costa e  passa sotto i ponti (da realizzare) della linea FS. Il materiale scavato ed asportato viene scaricato dentro casseforme di cemento armato affogate nel mare. Costituiranno i bracci dei moli del porto. Su questo materiale una colata di cemento. Tutto viene reso inerte ed impermeabile. Costi ridottissimi e bonifica decisamente efficace.

L’opera potrebbe essere realizzata in due fasi: la prima di scavo e di asporto di parte dell'area e immediata realizzazione dei porti turistici per i natanti a motore e velici,  la seconda, a completamento,  per un’eventuale aggiunta e prolungamento dei moli, al fine di creare un porto molto più vasto e redditizio: il grande Approdo Centro Adriatico.

Due anni fa, ad aprile 2006 nasceva il primo lay-out del progetto di risanamento e riqualificazione del territorio.
Ho sviluppato una soluzione senza la linea FS ed un’altra, sia con linea FS, che con Metropolitana di superficie. In entrambe viene previsto il PFA (Polo Fieristico Adriatico)ed il braccio più lungo, che si spinge nel mare, avanza soltanto per 400 mt (altro che i 1300 mt del port di Falconara!). Un'impatto ambientale molto ridotto ed un'ottimo deterrente per le mareggiate che stanno divorando la litoranea verso Marzocca. 




Le due soluzioni
  • - permettono di spostare una grande massa di terreno inquinato senza essere obbligati a trovare dei siti per lo smaltimento,
    - non necessitano costose operazioni di trasporto del materiale, visto che lo stesso verrebbe utilizzato a poche decine di metri dal luogo di asporto,

in particolare il secondo progetto

  • - non intralcia la realizzazione del By-pass (che non vogliamo),
  • - prevede già la sede per la nuova Metropolitana leggera di superficie,
  • - tiene conto dell'eventuale auspicato spostamento a monte della linea ferroviaria.
  • - Salva quasi completamente gli insediamenti commerciali attualmente ubicati verso monte rispetto alla SS 16.




I punti di forza dell’idea quindi sono: 

- risanamento dell’area
- costi di trasporto irrisori
- viene creato un grande approdo per natanti da 0 a 70 mt. al centro dell’Adriatico
- viene offerta un’area di varo alle aziende esterne operanti nella nautica
- spazi disponibili alla cantieristica da diporto nella ipotizzata nuova zona industriale di Falconara-Marina
- interfaccia immediata con il Polo Fieristico Adriatico (PFA)
- vetrina delle “novità” nautiche prodotte in zona o presentate in Fiera
- immediato allaccio all’A14 con il nuovo casello di Gabella-Marina
- linea ferroviaria adriatica a diretto contatto con PFA e porto
- aeroporto di Ancona-Falconara a meno di 5 km di distanza
- possibilità di operare in fasi successive
- nuove possibilità occupazionali e di sviluppo di Falconara e di Montemarciano

- valorizzazione dell'arenile di Rocca Mare e dei terreni a ridosso del porto e del PFA
- insediamento di strutture ricettive alberghiere a servizio dei due complessi
- le risorse per la realizzazione dell'area portuale potrebbero essere reperite con il concorso dei privati.




(Idea-progetto di risanamento area ex- Montedison, del porto interno di Marina-Falconara e lay-out grafici del prof. O. Maiolatesi)

Questi sono progetti su cui vorremmo chiamare la gente a riflettere.
Non importa se verranno scartati, l’importante è che si pensi ad una nuova Falconara ed ad una nuova Area Vasta del basso Esino. 

 

Link permanente al messaggio intero

http://falconara.blogattivo.com/Primo-blog-b1/Montedison-e-ti-cambio-la-zona-b1-p28.htm

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