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22 Feb 2008 - 00:24:34
E se… a risarcire Falconara fosse il By-pass?



Già nel dicembre 1866 la rete ferroviaria italiana poteva disporre di 5.602 km di linea Adriatica ed era già esistente la tratta Rimini-Ancona. 1866… 140 anni fa.
Un bel giorno, subito dopo la 2^ guerra, siamo nel 1949, improvvisamente, un deposito di bidoni di benzina, che venivano caricati e manovrati a pochi passi dal centro abitato, si trasforma: cominciano a spuntare torri di ferro e cisterne. Benvenuti! Ci portate lavoro!
Ed inizia il ricatto. Le cisterne raddoppiano, triplicano, si espandono. Ora non è più un deposito di benzine ma una vera e propria raffineria nel cuore di una città di 30.000 abitanti, con le sue emissioni di ammoniaca, zolfo e piombo nell’atmosfera. E intanto cresce… cresce… Senza che i vicini (cittadini) se ne rendano conto, quel piccolo deposito, diventato polveriera chimica, è arrivato alla linea ferrovia e, non si sa come (o meglio si), la scavalca e si spinge fino alla statale adriatica.
E’ avvenuto qualcosa che molti hanno sottovalutato, meno che i politici compiacenti ed i padroni del petrolchimico: la città è stata spezzata.
L’unico spazio vitale a disposizione dei falconaresi è inesorabilmente ed irrimediabilmente isolato dal resto della città.
Un fiume, che avrebbe potuto trasformarsi in un grande porto canale come in tante città dell’Adriatico, è diventato improvvisamente un ostacolo. Un litorale, che poteva essere un richiamo turistico rilevante, di punto in bianco è una meta da schivare, da rifuggire, tanto pesante incombe quella raffineria. I terreni a nord del fiume ormai rimarranno sempre isolati dal resto del centro. Non c'è nulla da fare, anche se si tenteranno tutte le strade, anche se si procederà ad un'urbanizzazione spinta, sarà come avere una seconda Falconara.
Salutata come toccasana, quell'azienda si è trasformata in un danno incalcolabile, sia per la società, che per l’economia della città.
Ed intanto cresce, alla raffineria si aggiunge una centrale elettrica ed i guadagni salgono alle stelle. Ma solo per Brachetti Peretti. Alla popolazione vengono riservati esalazioni tossiche, sversamenti inquinanti a mare, pericolo di scoppi, perdita di valore delle abitazioni e svalutazione complessiva incalcolabile del territorio.
Oggi, con la scusa del pericolo e di un servizio per RFI (in realtà si nascondono  autorizzazioni dissennate  del passato  e nuove autorizzazioni di espansione ad un’azienda privata ad alto rischio), il CIPE - Comitato Interministeriale Programmazione Economica - stanzia ben 204 milioni  di euro (400 miliardi delle vecchie lirette) per rimuovere la linea ferroviaria da dove è sempre stata.
Ci chiediamo se sia giusto che gli italiani si debbano accollare tale cifra quando il danno in effetti è stato fatto da un privato.
Non dovrebbe essere condannato quel privato a risarcire i danni fatti?

Non dovrebbe essere "lui" a pagare le “migliorie” (si fa per dire) che servono solo ed esclusivamente alla sua azienda?
Perché deve pagare lo Stato, e quindi il cittadino?

Chiediamo che la metà dei fondi stanziati per il bypass siano stornati al risanamento del bilancio ed al recupero della città di Falconara.
Sissignore! 102 milioni di Euro con cui estinguere i debiti e recuperare almeno una piccolissima parte della svalutazione della zona.


Se veramente l’Api ritiene che l’opera sia necessaria per la sua economia, perché dobbiamo pagare noi? Metta mani al suo grande portafogli e ripiani il buco che si verrebbe a creare. Se invece lo Stato la ritiene necessaria per i possibili pericoli insiti nell'attraversamento della raffineria, ebbene condanni l'azienda a fare direttamente lei quel lavoro per mettere in sicurezza l'impianto e le installazioni pubbliche limitrofe. Non si diceva questo nel patto per il rinnovo della concessione fino al 2020?
Consideriamo un furto ed una truffa ai danni degli italiani, ed una beffa agli abitanti della zona, il fatto che lo Stato si accolli l’onere di mettere una pezza su una situazione di pericolo creata da un'azienda privata, che nel frattempo, non solo si è allargata, ma ha addirittura martoriato un territorio.
Ci diranno che RFI ha bisogno di fare un collegamento diretto con la linea per il nord, allora perché non viene presa in esame veramente la possibilità di arretrare la linea da Montemarciano all'Aspio? Non costituisce una situazione di pericolo anche la zona della frana? Non è anche opportuno velocizzare i collegamenti nord-sud? Se poi si invoca il traffico ferroviario del porto di Ancona per evitare simili scelte, ebbene nulla vieta di mandare i carri verso Varano senza impegnare la costa. Ma è un altro argomento.
Crediamo sia ora di iniziare una grande battaglia giuridica sul principio dello Stato interventista a favore degli industriali. 
Si trovano centinaia di miliardi per fare il piacere di spostare una linea ferroviaria e non c'è un centesimo per risanare un bilancio di una città divenuta il perno su cui ruota l’economia di una regione!
Questo non è fare guerra ad un'azienda, ma è solo una corretta analisi.
 
Siamo stufi di vedere i soldi della collettività finire sistematicamente nelle tasche di chi già controlla il potere economico.
Per Noi la raffineria è un'industria sul territorio e come tale va considerata. Versa le sue tasse allo Stato e tutti i permessi le vengono accordati da Stato e Regione. Non può essere l'azienda l'interlocutrice del Comune di Falconara, ma esclusivamente chi, anche per noi, gestisce il nostro territorio, ovvero la Regione.
La Regione deve quindi rispondere per quello che negli anni ha concesso a scapito dei cittadini di Falconara.
La Regione deve farsi carico di trovare urgentemente una soluzione per la città che ha fatto sconvolgere. Lo sviluppo non passa solo per il by-pass, può avvenire, e molto meglio, arretrando la linea FS e deve avvenire anche con il contributo di chi ha fatto tanti danni alla zona, finanziando un'opera che necessita soltanto per la sua espansione.
Se non è così, il rilevato delle  FS che attraversa la raffineria non dovrà mai diventare proprietà della stessa, né dovrà mai essere utilizzato per creare infrastrutture che servano ad esclusivo vantaggio della medesima.
Devono quindi essere riviste completamente le premesse alla base della delibera del Cipe, dove è ben evidente che all'Api viene concesso di appropriarsi del terreno oggi FS. A quale titolo? Su quell'area può essere piantumata quella famosa vegetazione che dovrebbe servire come polmone verde per le emissioni nocive dell'Azienda. Sarebbe in posizione ottimale, al centro dell'impianto.
Stavolta i politici non possono sbagliare. Stavolta finanziare un'opera per risolvere problemi creati da un privato può anche diventare un capo d'accusa.

Qualcuno forse sorriderà, dirà "cercano di attaccarsi dappertutto...". E' vero. Non vogliamo sentirci condannati a morte dalle scelleratezze di qualcuno... poi, se esiste un minimo di giustizia in questa nostra Italietta, crediamo non ci sia proprio nulla da ridere. Può sembrare una provocazione, ma non lo è affatto.   

Non lo vogliamo, ma se riusciranno ad imporlo, il By-pass deve almeno ripagare Falconara!    

                                                  
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Categorie: infrastrutture ferroviarie, le nostre idee, i "buffi"
Parole chiave (tag): Parole chiave (tag) 204 Parole chiave (tag) API Parole chiave (tag) battaglia Parole chiave (tag) legale Parole chiave (tag) privato Parole chiave (tag) truffa ai danni degli italiani

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http://falconara.blogattivo.com/Primo-blog-b1/E-se-a-risarcire-Falconara-fosse-il-By-pass-b1-p17.htm

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